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Quotidiano Multimediale Interattivo di Satira politica e di costume. Registrazione Tribunale di Rimini N.4 del 20 maggio 2014. Direttore responsabile: Romano Garofalo - domenica 23 aprile 2017
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DONNE DU DU DU di Pietro Vanessi & Lucilla Masini

Sabato 26 novembre • ore 19, Pietro Vanessi & Lucilla Masini presentano: "Donne...

22 nov 2016 Leggi tutto >

Satirichinson

  E' uscito il libro SATIRICHINSON di Mario Airaghi con la saga dei personaggi dalle...

14 nov 2016 Leggi tutto >

L'Italia in satira, dagli anni '70 ai giorni nostri - Roma - Luglio 2016

Per tutto il mese di Luglio si terrà presso la Biblioteca Marconi di...

23 giu 2016 Leggi tutto >

Concorso internazionale di satira disegnata a partecipazione gratuita.

Concorso internazionale di satira disegnata a partecipazione gratuita.  BANDO DI CONCORSO...

04 mag 2016 Leggi tutto >
Bem Calavera - Grafico, illustratore, web designer

Cronache dal palazzo

Articoli


Lo scandalo Mose è la rappresentazione dell'Italia di oggi

Pubblicato martedì 10 giugno 2014 alle 16:36:26

 

MOSE:chi divide le acque e chi divide...le tangenti

Vignetta di Giulio Laurenzi

 

Due giugno, Festa della Repubblica. Il Presidente Napolitano ha fatto, tutto festante, un bagno di folla traendone i più beneauguranti auspici (bisognerebbe stare attenti ai bagni di folla, visto i precedenti). Il premier Renzi si è fermato ad accarezzare i bambini (bisognerebbe stare attenti a strumentalizzare i bambini ad uso di propaganda politica, visto i precedenti) e poi si è fermato a prendere un caffè in un bar dell'Ara Coeli, sotto i flash dei fotografi, per far vedere che lui è 'uno come tutti gli altri'. A Parigi qualche anno fa ho visto Carla Bruni in un bistrot, insieme a dei suoi amici, era lì per divertirsi non per far vedere che anche una 'Première dame' può fare una vita normale. Sarebbe bene che i nostri uomini politici non facessero 'bagni di folla' o perlomeno che non li facessero tra gente che agita bandierine predisposta ad osannarli, come avviene nei regimi. A me basterebbe vederli, almeno una volta, in un cine nascosti fra il pubblico. Forse si renderebbero meglio conto degli umori dei cittadini.
 
Due giugno, Festa della Repubblica. Cosa c'è da festeggiare? Per almeno 35 dei suoi 68 anni, e quindi più della metà, la Repubblica italiana ha vissuto stagioni orribili. Quella delle stragi, da piazza Fontana (1969) a Brescia, a Bologna, a Ustica. Poi abbiamo avuto il 'terrorismo rosso', il più feroce e spietato dei terrorismi interni in Europa. La Democrazia Cristiana non l'affrontò sul campo, contando, come suo solito, che il fenomeno si esaurisse da solo, per il Pci erano 'compagni che sbagliano', parte del Psi, per snobismo intellettuale, ne era addirittura contiguo (Giampiero Mughini si vanterà, in un libro, che un comunicato di Morucci e Faranda fosse stato scritto nella sua cucina, con la sua Lettera 32). Così da noi il terrorismo, a differenza di quanto è successo in Germania o in Francia, è durato dieci anni, più o meno fino all'assassinio del mio fraterno amico Walter Tobagi, cui nessuna Festa della Repubblica ridarà la vita.
 
Poi sono venuti gli anni socialisti, gli anni della 'Milano da bere'. Per la verità se la bevevano solo i socialisti. Perché Don Rodrigo stava a Roma ma molti suoi vassalli spadroneggiavano a Milano fino a 'torre le donne altrui' in cambio di una conduzione o di una comparsata a Rai Uno e Due di cui si erano nel frattempo impadroniti. Sono gli anni del voto di scambio, clientelare, delle 'pensioni baby', delle pensioni fasulle di vecchiaia, delle false pensioni di invalidità, delle 'pensioni d'oro' in cui abbiamo accumulato una parte di quel debito pubblico che oggi grava sui ceti più deboli. L'altra parte è venuta fuori con Mani Pulite: non c'era appalto, nella festosa Repubblica, che non fosse gravato da una tangente politica, 630 mila miliardi di ruberie il cui costo è ricaduto sulla testa dei cittadini perché gli imprenditori rincaravano i prezzi in proporzione.
 
All'inizio della Repubblica c'era una sola mafia, cui peraltro il fascismo aveva tagliato le unghie. Oggi ce ne sono quattro: la mafia propriamente detta, la camorra, la Santa Corona Unita e la mafia calabrese che, a differenza della vecchia, cara e mai troppo rimpianta 'mala' meneghina, non si vede, perché ha alzato il livello e fa affari con i politici e gli amministratori.
 
La principale responsabilità del ventennio berlusconiano è di aver tolto agli italiani quel poco di senso della legalità che gli era rimasto. Oggi, nella festosa Italia repubblicana, c'è gente, già miracolata perché occupa posti di prestigio e benissimo remunerati senza alcun merito, che si vende per un pranzo in un bel ristorante, per una mutanda chic. Una escort ha più dignità. Lo scandalo recentissimo del Consorzio Nuova Venezia, in cui sono coinvolti personaggi politici e amministratori, di alto e basso livello, ne è una rappresentazione plastica.
 
A noi ci ha rovinato il benessere. Nel 1960, sedicenne, entrai per la prima volta in un Supermarket. Mi pareva il Paese di Bengodi. Era invece il cavallo di Troia che entrava in città e ci avrebbe tolto, per sempre, l'innocenza.
 

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Se fosse sul mercato comprerei la Merkel

Pubblicato giovedì 29 maggio 2014 alle 21:07:54

Vignetta di Roberto Mangosi In quale Paese si permetterebbe a un galeotto di metterne a rischio le relazioni internazionali con dichiarazioni sciagurate? In quale Paese si permetterebbe a un galeotto di tenere, a piede libero, comizi politici, televisivi e non, e anche, con grande arroganza, di lamentarsene? In quale Paese si permetterebbe a un galeotto di incontrare il presidente del...


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Genny 'a Carogna? Io lo farei Capo della polizia

Pubblicato domenica 18 maggio 2014 alle 21:24:28

Fouché, ministro degli Interni di Luigi XIV, liberò un famoso bandito, Vidocq, che per molto tempo era stato il più pericoloso di Francia e che dopo vari anni di galera sembrava essersi ravveduto. E lo nominò a capo della polizia. Con ottimi risultati perché il bandito conosceva bene i suoi polli. Farei la stessa cosa con 'Genny 'a carogna'...


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Il complotto contro Silvio Berlusconi, e l’astuto Brunetta…

Pubblicato giovedì 15 maggio 2014 alle 14:45:25

L’ex ministro del tesoro americano, Tim Geithner, in un suo recente libro di memorie, ha affermato che ci sarebbe stato un complotto europeo, ad alto livello, per defenestrare Silvio Berlusconi e cacciarlo da Palazzo Chigi. Vignetta di Ignazio Piscitelli - Ignant Immediatamente l’astuto Brunetta ha proposto una commissione d’inchiesta per far luce...


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Claudio Scajola: un arresto “a sua insaputa”…

Pubblicato giovedì 08 maggio 2014 alle 16:21:17

Vignetta di Andrea Bersani L’ex ministro Claudio Scajola, è stato arrestato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria con l’accusa di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacesa, noto imprenditore reggino, ex-parlamentare del PDL, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Siamo in grado di documentarvi il...


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Chi di “sereno” ferisce, di “sereno” perisce…

Pubblicato mercoledì 16 aprile 2014 alle 20:59:54

Vignetta di Mario Airaghi Matteo Renzi ha sdoganato alla politica una parola, o meglio, una breve frase: “stai sereno”, utilizzata per la prima volta al fine di assicurare sulla stabilità del suo governo, l’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta. Da come sono andate le cose, non c’era poi tanto da “star sereno” da parte di Letta. Ed...


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L’incontro Napolitano – Berlusconi: tutta la verità…

Pubblicato venerdì 04 aprile 2014 alle 11:17:51

Vignetta di Roberto Mangosi - Secondo Renato Brunetta, Berlusconi e Napolitano, durante il loro recente incontro, hanno trattato i temi di politica estera e, in particolare, di Putin e della Crimea. - Secondo Mariastella Gelmini, i due uomini politici hanno esaminato nel dettaglio il programma di governo del Premier Matteo Renzi a cui è stato assicurato il sostegno di Forza...


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Gli europeisti, gli antieuropeisti, e i falsi europeisti…

Pubblicato lunedì 31 marzo 2014 alle 19:37:03

Vignetta di Marco Vuchich Lo confesso: a me sarebbe piaciuto girare l’Europa e definirmi, a pieno titolo, non italiano ma “europeo”. Non per scarso attaccamento al paese che mi ha dato i natali, ma perché definirsi europeo avrebbe significato rifiutare ogni tipo di provincialismo, riconoscere nell’altro qualcuno, se vogliamo diverso per origine e cultura,...


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E dopo l’abolizione delle provincie, aboliremo…i provinciali

Pubblicato venerdì 28 marzo 2014 alle 20:53:43

Vignetta di Mario Airaghi Sembra che ormai il nostro Matteo Renzi sia lanciato non solo nella riforma dello stato, ma anche nelle “citazioni storiche”. Sulla traccia del Marchese Massimo d’Azeglio che, al tempo del Risorgimento italiano, pronunciò la frase passata alla storia:” L’Italia è fatta, ora dobbiamo fare gli Italiani.” Sembra che...


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Le coperture economiche e la finanza creativa di Matteo Renzi

Pubblicato mercoledì 26 marzo 2014 alle 19:40:09

Vignetta di Mario Airaghi Matteo Renzi ha grandi idee per rinnovare questo paese, ma servono soldi, cioè le famose “coperture economiche”. Tutti gliele chiedono e tutti avanzano dubbi sulle reali possibilità che il premier possa trovare i fondi che servono. Ma non tengono conto dell’estro e della creatività del nostro Matteo che, a questo riguardo,...


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